CANTINE VINI DOC DELLE GRAVE / Glaunicco di Camino al Tagliamento

"Poi andava in cantina, prendeva una bottiglia di Merlot o di Refosco, e lentamente beveva": il gusto della lentezza, nelle Terre di Mezzo, si declina anche in uno Chardonnay o in un Moscato, in uno Sauvignon o in un Cabernet. Sono, come ben sanno i personaggi di Sergio Maldini, i famosi vini Doc delle Grave, cresciuti in un deserto di sassi a cui rimane attaccato il sole.

 

MUSEO DEL VINO - VIGNETI PITTARO / Zompicchia di Codroipo

"Davanti a un bicchiere - secondo il poeta-bevitore Giacomini, si può dire che vivere è bello, che amare è bello". E i bicchieri, al museo del vino dell'azienda vigneti Pittaro, moltiplicano la gioia per cento, tanti quanti sono i prezzi pregiati griffati "Biedermeier" e "Murano". A deliziarvi gli occhi,
dopo l'estasi delle papille, anche un salone dedicato alle antiche botteghe del vino.

 

RISTORANTE DA TONI / Gradiscutta di Varmo

Per un ristorante, un nome non vale l'altro: perché "Toni era un uomo eccezionale, un pioniere-friulano la cui storia pare tratta da Jack London e da cui si possono mangiare le migliori anatre arrosto, le migliori anguille e trote del Varmo, le stupende minestre di Siore Palmire" . Oggi, a quasi quarant'anni dall'elogio di Giacomini, quel nome è ancora una garanzia.

 

CANTINA LA DELIZIA / Casarsa

"Il nostro bicchiere di vino lo avremo sempre", scriveva Pasolini. Sempre: la Delizia, 1.000 viticoltori e 1.700 ettari di vigneto.

 

CASEIFICIO CODERNO E LATTERIA SOCIALE TURRIDA / Sedegliano

"Il latte lo succhiavamo a gocce, quasi fosse miele", ricorda Turoldo. Una qualità che è diventata anche quantità, tra Coderno e Turrida.

 

RISTORANTE LA TAVERNA / Colloredo

Il conte Ermes, padre della poesia friulana e gran gourmet, oggi mangerebbe qui. Consigliato dalle bibbie dell'enogastronomia italiana.

 

PASTICCERIA GF VENTURINI / Cordovado

Vi chiedete chi fosse lo Spaccafumo? "Era un fornaio di Cordovado, pittoresca terricciuola tra Teglio e Venchieredo", racconta Ippolito Nievo, che lo descrive come un mangiatore a ufo nelle case dei nobili: direttamente dal Friuli dell'1858.

 

 

 

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"Giova affermarlo, la Bassa è terra di vini:

non d'alcuni soltanto preziosi per fama,

bensì di tutti i vini nostri tipici,

che facilmente v'alignano e prosperano

in grande salute"

(Amedeo Giacomini,

VIAGGIO IN FRIULI TRA I VINI E GLI UOMINI)

 

"Chi ignora le trattorie della Bassa

non sa cos'è la dolcezza della vita"

(Sergio Maldini, LA CASA A NORD-EST)